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Francesca Bonfatti

“…The artist always refers us to representations of consciousness and the unconscious, contact with stories of the past or possible metaphorical contact with the history of art and its personalities, and the celebration of the energy of femininity according to an existential and dynamic connotation in progress; The discourse assumes, then, a kind of hidden and active narration in the scene, along with the plurality of visual self-representations. It also assumes the intersection of voices from the past and the present within the interaction of stories assumed

by body language…”

 

“…The discourse is not separated from the transformations of the dynamic cultural power relations. Such as the interaction between the concepts of authenticity, the renewal of the impact of the past, the spectral presence in a metaphorical way, and the rise of metaphorical relative forms of female self-presence within wide spatial cognitive interactions, and according to the privacy of representations of creative consciousness, or the unconscious according to its broad contemporary meaning…”

 

“…Francesca paints representations of the self within a broad cultural context that includes the expansion of concepts of consciousness, the unconscious, historical and spiritual depth, transcendental postmodern perceptions, and the juxtaposition of real, hypothetical, and dramatic visual layers; Hence a single mental representation of the self opens up a range of possible subjective and spectral reflections in the scene…”

 

“…Hence, we are faced with an experimental mental representation, which opens the multiplication of many visual mental representations according to the context indicators in each image. Francesca Bonfatti puts the viewer in front of the narrative mixing between representations and their interpretations, as well as placing him within an experimental spatial reference that allows the scene to be imagined within the interaction of multiple transient spaces of time.”

(Invisibility, dreamy atmosphere, abstraction, and spectral presence in some of Francesca Bonfatti's self-portraits A Cognitive Spatial Approach)  

Dr. Mohammed Sameer Abd Elsalam 


Indagare l'Altrove
La mia ricerca – artistica ed umana – ruota intorno al concetto di "Spazio di rivela-azione", quel “confine” labile tra dove siamo e dove appariamo.
Quella del confine e del limite è una tematica declinata a 360°, spazio di confine come limite ma anche come mutazione e, poiché apparire è prendere forma dal nulla (ad_parére “venire alla luce”), l’apparenza come rivelazione diviene la sola profondità possibile.
Nel mio lavoro indago e porto “oltre” le esperienze sensibili, in uno spazio di presenza visibile, lasciando emergere ombre e luci dell’essere, spazi dell’io impervi e sommersi, dove lo spazio dell’azione diviene luogo dell’imprevisto, del “possibile”, quindi del cambiamento.
 
Narrare il Corpo (Micro narra azioni)
I miei auto ritratti e video performance creano percorsi narrativi e visivi, unendo insieme la parola o il testo poetico all’immagine fotografica e al video; “micro narra azioni” attraverso le quali racconto me stessa, con la presenza del mio corpo ed i suoi movimenti.
Campo semantico d’indagine – Il Corpo come Confine – ma anche – il Corpo come Mutazione – (muta azione), luogo di raccoglimento e silenzio, "punto zero" di ogni inizio.
Il Corpo è il “Tempio” che racchiude presente e passato, cela indizi e pre- visioni del futuro, conserva memorie individuali e collettive, che si intrecciano o si spezzano. Alla ricerca di un punto di equilibrio e di un precario baricentro, spingo oltre l’incessante ricerca delle possibili trasformazioni, mutazioni sempre "in bilico" tra linguaggio del corpo e linguaggio verbale, rese sotto forma di confessioni personali (foto monologhi interiori), che ri-affiorano dai ricordi come tracce di memorie, di parti di me soffocate, lasciate, dimenticate. Infatti, nel mio lavoro, affronto sovente il tema della perdita di sé e della rinascita che ne segue, ponendo in relazione diverse tematiche: quella del doppio – come ulteriore stadio di coscienza e conoscenza di sé – e della forma, in comunicazione tra l’intero e le sue parti, nelle sue possibili (invo) ed (evoluzioni).

Attività di ricerca e sperimentazione
Dal 2009, porto avanti un lavoro di sperimentazione, mediante la contaminazione dei linguaggi espressivi (fotografia  video  poesia), abbracciando quel genere a metà strada tra video arte, poesia e cinema denominato: Video Poetry o Cin(E)-Poetry. Spesso nei miei interventi c’é una rilettura di testi personali o d’archivio, interpretati secondo la tecnica del libero flusso creativo.

La Poetica: Ibridazione tra parola e immagine
La poetica si sviluppa in composizioni di “frammenti”, espressi sotto forma di monologhi interiori,
(ibridazione tra la parola e l’immagine), ovvero “foto monologhi interiori“, con l’intento di formulare attraverso l’enunciato, “l’immagine-manifesto” della propria personale visione. Amo definirmi,  e sono,  una “video performer” in quanto il lavoro con il video, si realizza attraverso “body-actions” estemporanee, che attingono ad un personale e codificato repertorio gestuale, messo in scena appunto, come insieme di “Atti” (fisici e poetici) che hanno la caratteristica di veri e propri rituali. Il rito e la ritualità, come continua riscrittura del corpo e dell’anima, “alfabeti muti” per descrivere le incessanti trasformazioni dell’essere in divenire. Il dolore dello strappo lacerante che comporta ogni ineluttabile perdita o mutilazione, diviene per l’artista, nella pratica artistica (foto monologo interiore) come nella vita, incarnazione di “Voce” (onomatopea). 
 
I filoni espressivi della ricerca artistica ed umana 
“La Mutazione” dal significato esteso di trasformazione / metamorfosi, come fenomeno fisico e spirituale – mediato da un linguaggio poetico ed evocativo, che richiama al silenzio e alla meditazione che è “muta azione”.
Ogni narrazione è un evento personale compiutamente rielaborato e rivissuto. 
E’ una meta-storia e una meta-morfosi.

Altro punto cardine della poetica:
 “Il Confine”  inteso come punto di frattura, spinta, strappo necessario e tensione, alla conoscenza e al superamento di quei limiti, che ogni stadio evolutivo comporta;

“Le Memorie”  intese come substrato di ogni essere e vissuto, insieme di segni, tracce ed indizi impressi come marchi indelebili dello spirito, i quali affiorano nel corpo come eventi "non rimossi": Le nostre "Cicatrici".

La Frammentazione del sé
Ogni scatto, poesia o performance, sono concepiti come “frammenti” di sé e della propria storia, “micro narra azioni” come le definisce l’artista e, proprio come un componimento Haiku,
restituiscono testi ed immagini evocative, che sono sprazzi di luce ed ombra. Intuizioni. Riverberi.

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