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  • Immagine del redattoreFrancesca Bonfatti

Es_senza


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Hands_© Gelidelune 2014 


Un intero, che origina e si plasma dall’alternanza di quello che c’è e quello che manca di presenza in assenza in presenza…


Il corpo è il “narratore onnisciente” che penetra il buio e si lascia inghiottire da esso, che ha occhi che scrutano gli abissi dell’animo nel suo viaggio mentale ultra terreno alla ricerca della sua essenza.





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Absence_© Gelidelune 2012


Conosce gli strati più arcaici e profondi i sentimenti più reconditi, i sogni, le fantasie, le pulsioni, porta sulla superficie la sua storia scarnita, che affiora nella carni mortali come memoria rimossa, negata.

Ogni frammento di arto, lembo di derma, configurazione di cellula epiteliale richiama l’intero, l’unione o sinolo dei corpi fino allo strato più recondito e incorporeo.

Il corpo va alla ricerca di ciò che non ha per il suo completamento, ogni sua parte rimanda all’ “Es- senza”  – la parte mancante – recondita, preesistente, immortale.

Sembra conservare una memoria antica impressa nel suo dna, una specie di traccia primordiale o reminiscenza – come consapevolezza del proprio destino mortale e percezione di un confine (essere con fine) – del limite intrinseco della condizione umana.

La ricerca del corpo è l’es – senza, che il corpo ri – cerca dentro il corpo, oltre il corpo, attraverso di esso.

Il suo destino: L’evoluzione in corpi “altri”.

La sua rivelazione: Essere presenza nel corpo dell’Es_ senza.


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